Art à vivre

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Milano, 15 giugno (VAGO.MAG) – Un intreccio a doppio filo con l’arte quello della Vago Forniture che nasce forse proprio con essa e grazie ad essa. Antonio e Valentino sono due fratelli. Nascono e crescono in Brianza, a Barlassina. Il primo segue le orme paterne e apre un mobilificio. Ma l’eccezionale intuito gli fa subito comprendere che la strada maestra da seguire è l’innovazione, la sperimentazione, la scommessa su nuovi talenti e nuovi nomi. Valentino è un artista, un pittore che frequenta gli eccezionali Anni di Brera. Tra gli interpreti più originali della sua generazione, per circa sessant’anni cerca di cancellare il mondo visibile per arrivare all’Invisibile e alla pura luce. Il legame tra i fratelli è fortissimo e l’arte entra naturalmente a fare parte del pensiero e della attività di Antonio. Che comprende la necessità – e la bellezza – di vendere cultura, un modo di essere, un mondo intero. Oggi la Vago è ancora così. Fausto Melotti, Dadamaino, Claudio Olivieri, Mario Raciti, Gianni Madella, Vittorio Matino, Enrico Della Torre, Mario Asnago: sono alcuni dei nomi che abitano le stanze dello showroom di Barlassina, un luogo dove il confine tra pubblico e privato è annullato. Dove puoi trovare un pezzo unico di design insieme a una scultura di Melotti, un luogo dove si vive e lavora, ci si incontra e si fa cultura. Tracce di Valentino sono in ogni angolo dello spazio Vago di Barlassina. Parte da qui un lungo percorso che ci accompagnerà a scoprire i talenti che hanno fatto parte della storia della famiglia e dell’azienda. Ogni lunedì, una storia, un’opera, un invito finale.

Intanto, a Valentino Vago, scomparso nel 2018, il Museo del Novecento di Milano dedica fino al 20 settembre un focus: in mostra, nel nuovo spazio espositivo adiacente alla Sala Conferenze, l’opera R.10 – 169 del 2010, recentemente donata al Museo, in dialogo con due lavori storici già nelle collezioni civiche.  Con questa iniziativa il Museo del Novecento inaugura il programma espositivo della sala adiacente alla Sala Conferenze e ad essa connesso che ospiterà piccoli, ma preziosi approfondimenti relativi a donazioni, premi e progetti speciali. Il Museo vuole così valorizzare le opere non esposte significando una sincera gratitudine verso i quadri e creando interessanti approfondimenti sui temi trattati nella Sala conferenze.

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