Un mondo di affetti, valori, interessi culturali e commerciali, di design e di arte, di rischiosa avanguardia e consolidate certezze: una storia che ha radici lontane nel tempo quella di Vago, gruppo fondato da Rosy e Antonio Vago come evoluzione di un'importante bottega artigiana degli anni Venti.

Tutto nasce a Barlassina, nel cuore della Brianza, la Forniture Valley italiana, dove sono nati Mario Asnago e Claudio Vender, due dei piĆ¹ importanti architetti del Novecento. Ma anche Valentino Vago, importante pittore di Brera e fratello di Antonio. Grazie al loro profondo rapporto nasce un nuovo atteggiamento, una cultura che porta a compiere scelte importanti e innovative tra arte e design che fa dell'azienda un avamposto culturale ancor prima che commerciale.

"Devo il mio inizio a Gravina e alla signora Simoncini, alla frequentazione del negozio di via Cerva: erano gli albori di Flos, di Cassina, degli Scarpa. Dopo averli incontrati ho abbandonato la piccola produzione di gusto brianzolo e con il contributo di mio fratello Valentino e dei suoi colleghi dell'accademia di Brera ho iniziato a produrre i primi pezzi disegnati". Lo raccontava in un'intervista del maggio 1988 alla rivista Gap Antonio Vago, mostrando di essere un vero precursore, fondatore e divulgatore di un gusto che sarebbe poi diventato sinonimo di made in Italy.